Le fasi della cittadinanza italiana

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Le fasi della cittadinanza italiana dalla 1 alla 7

Dal 1 luglio del 2019 è avvenuto un vero e proprio mutamento del nome delle varie fasi del procedimento mediante il quale è possibile richiedere ed ottenere la cittadinanza italiana. È risaputo, infatti, che per poter ottenere la cittadinanza è necessario un provvedimento emanato dall’Amministrazione Pubblica che conclude una concatenazione di atti e di fasi, ovvero, il cosiddetto procedimento amministrativo.

Vediamo più nello specifico le singole fasi che compongono questo procedimento amministrativo per la richiesta della cittadinanza italiana da parte dei cittadini stranieri.

Fasi n° 1 e 2: fasi iniziali di verifiche istruttorie

Le fasi 1 e 2 sono quelle iniziali e sono caratterizzate dalle verifiche cosiddette istruttorie sugli elementi acquisiti relativi a chiarimenti ed integrazioni con altri uffici coinvolti nel procedimento amministrativo.

In parole povere, la Prefettura, in caso di informazioni errate o insufficienti, può chiedere al soggetto richiedente una integrazione della documentazione necessaria per poter concludere il procedimento amministrativo e questo, inevitabilmente, rallenta l’iter.

Frequenti sono i casi di errori banali come ad esempio l’errata trascrizione di nome e cognome oppure l’errata trascrizione dei dati anagrafici in generale.

Fase n° 3: fase di raccolta degli elementi e di accertamenti

Si tratta di una fase centrale (ed in genere è anche la più lunga) che, solitamente, troviamo in una pratica di cittadinanza ben seguita e monitorata dall’Amministrazione pubblica.

Da un punto di vista generale, quasi sempre questa fase viene indotta da un sollecito di parte volto a velocizzare la conclusione del procedimento amministrativo.

È una fase di cruciale importanza visto che, dalla raccolta degli elementi istruttori e cognitivi, dalla tipologia delle informazioni trasmesse dal soggetto interessato e dalla loro valutazione, dipende l’accoglimento o il rigetto della domanda.

Fase n° 4: fase di valutazione:

Anche quest’altra fase è di cruciale importanza ai fini dell’ottenimento della cittadinanza.

Rappresenta l’inizio di tutte le valutazioni e dei pareri necessari emessi dai vari uffici ed organismi che sono stati coinvolti nel procedimento amministrativo. Il parere più importante, che di fatto conclude la fase cosiddetta “istruttoria” del procedimento, è quello emesso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Il motivo è piuttosto ovvio: non è di certo possibile ottenere la cittadinanza italiana se si è considerati come un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza della Repubblica.

Il Dipartimento, per porre in essere ricerche super accurate, dispone di una apposita banca dati aggiornata in cui sono custodite tutte le segnalazioni effettuate dalle autorità all’uopo preposte. Questo significa che, nel caso in cui il soggetto dovesse essere stato segnalato, molto probabilmente il parere del Dipartimento della PS sarà negativo con conseguente automatico rigetto della richiesta.

Fase n° 5: fase di invio della procedura agli Organi competenti

Questa fase rappresenta, in parole semplici, la logica prosecuzione della fase precedente ed indica che le precedenti valutazioni poste in essere dai vari uffici coinvolti sono ormai giunte al termine e che i vari pareri sono stati trasmessi a tutti gli organi competenti.

Tuttavia, occorre specificare che questo non significa che la propria domanda è stata sicuramente accolta. Il provvedimento, infatti, potrebbe anche avere esito negativo a causa dei vari pareri forniti dagli uffici coinvolti e quindi la domanda di cittadinanza eventualmente respinta.

In conclusione, nel caso di valutazione positiva, una volta sentito il Consiglio di Stato, il decreto di concessione della cittadinanza italiana, ai sensi di cui all’art. 9 della Legge 91/1992 viene predisposto dal Ministero dell’Interno e inviato alla firma del custode della carta costituzionale nonché rappresentante della Repubblica: il Presidente della Repubblica.

Fase n° 6: fine fase istruttoria e invio della concessione alla Prefettura

In questa fase si capisce se l’istruttoria si è conclusa in modo favorevole e in tal caso viene trasmesso il provvedimento di concessione alla Prefettura che ne curerà la notifica.

Se il richiedente risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare

In questa fase la pratica è ormai volta al termine ed è certo che l’esito della domanda è positivo e il soggetto istante ha ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Fase n° 7: fase finale di comunicazione

La suddetta fase è quella conclusiva.

La pratica volta ad ottenere la cittadinanza italiana è stata accolta dall’Amministrazione Pubblica e l’ufficio competente si impegna a porre in essere tutti gli adempimenti necessari affinché il soggetto istante possa ottenere il provvedimento favorevole.

Questo significa che a breve il soggetto interessato riceverà la notifica del provvedimento conclusivo del procedimento, per poi recarsi di persona al Comune di residenza per richiedere il cosiddetto giuramento. In mancanza di quest’ultimo, infatti, non è possibile procedere alla concessione della cittadinanza.

L’art. 10 della Legge 91/92 è piuttosto chiaro:

il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”.

In conclusione, è chiaro che il procedimento amministrativo da affrontare per poter ottenere la cittadinanza italiana è tutt’altro che snello e semplice. Onde evitare problematiche o perdite di tempo, è consigliabile rivolgersi ad un avvocato esperto in modo da poter ottenere la cittadinanza nel minor tempo possibile.

Avvocati per Stranieri

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