Asseverazione per il Decreto Flussi: che cos’è e perché serve
Il documento di asseverazione è diventato un passaggio cruciale per chi vuole assumere cittadini non comunitari tramite il Decreto Flussi. Serve come garanzia preventiva, attestando che l’azienda abbia i requisiti economici, finanziari e normativi necessari per assumere nuovi lavoratori stranieri.
In sostanza: l’asseveratore, un professionista legalmente riconosciuto, dichiara sotto la sua responsabilità che l’impresa è “in regola” e può sostenere gli oneri di una nuova assunzione.
Chi può rilasciarla
Possono firmare l’asseverazione, e dunque rilasciarla, soltanto alcuni soggetti abilitati:
- Consulenti del lavoro iscritti all’albo.
- Dottori commercialisti o esperti contabili iscritti all’albo (a condizione abbiano comunicato la propria attività agli organi competenti).
- Avvocati iscritti all’albo
- In alternativa, le organizzazioni di categoria “comparativamente più rappresentative a livello nazionale”, ma solo se hanno sottoscritto i protocolli ufficiali previsti dal legislatore.
Da notare: se la domanda viene presentata tramite queste associazioni già accreditate, non serve l’asseverazione.
Cosa attesta l’asseverazione: i requisiti verificati
Attraverso l’asseverazione, il professionista certifica che:
- L’azienda rispetta le normative vigenti, comprese quelle del contratto collettivo applicabile.
- Esiste una capacità economico-finanziaria sufficiente a sostenere gli oneri legati all’assunzione (retribuzione, contributi, spese accessorie) per il numero di lavoratori richiesti.
- L’assetto economico/finanziario dell’azienda è equilibrato (fatturato, bilanci, eventuali debiti, regolarità contributiva).
- Il datore di lavoro è in regola con contributi sociali e obblighi fiscali — ad esempio tramite un DURC valido.
- Il numero di richieste di assunzione (quanti lavoratori stranieri vuole assumere) è “congruo” rispetto alle dimensioni e alla capacità dell’azienda.
In pratica: l’asseverazione attesta che non stai assumendo 50 operai se la tua ditta fattura 20.000 euro all’anno.
Quando e come va presentata
- L’asseverazione deve essere allegata alla domanda di nulla osta per assunzione di lavoratori stranieri, presentata tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente.
- Se la domanda è gestita da un’associazione datoriali accreditata, l’asseverazione non serve.
- Dopo la presentazione, l’asseverazione resta agli atti: il professionista deve conservarne copia per almeno 5 anni per eventuali controlli.
Normativa e riferimenti giuridici
- L’istituto dell’asseverazione è disciplinato dal comma 1 dell’art. 44 del Decreto‑legge 73/2022 (il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”) che ha modificato la normativa sull’immigrazione e flussi lavorativi.
- Le istruzioni operative sono contenute nella circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) n. 3 del 5 luglio 2022.
- Ulteriori chiarimenti sono arrivati con la nota 2066/2023 dell’INL che ha definito meglio i parametri di valutazione della capacità economica e della congruità dell’impresa.
Perché è importante e quali rischi comporta
L’asseverazione è uno strumento introdotto per evitare abusi nelle richieste di nulla osta, garantendo che l’assunzione di lavoratori stranieri avvenga in condizioni reali e trasparenti. Serve a impedire che aziende prive di capacità economica o con irregolarità contributive utilizzino il Decreto Flussi per attività non conformi o per mascherare forme di lavoro sommerso.
Il professionista che firma l’asseverazione lo fa sotto responsabilità civile e penale. Dichiarazioni non veritiere, omissioni rilevanti o documenti non conformi possono comportare:
- Revoca del nulla osta e della procedura di ingresso.
- Rischi per il permesso di soggiorno del lavoratore coinvolto.
- Sanzioni e controlli aggiuntivi per il datore di lavoro.
- Eventuali conseguenze disciplinari per il professionista stesso.
L’obiettivo è tutelare sia l’amministrazione pubblica sia i lavoratori, assicurando che le assunzioni avvengano in un contesto regolare e sostenibile.