Guida Pratica al Decreto Flussi 2026
Il Decreto Flussi 2026–2028 stabilisce il numero di lavoratori stranieri che possono entrare legalmente in Italia per motivi di lavoro, nonché le modalità e tempistiche per presentare le domande di nulla osta.
Questa guida fornisce una panoramica chiara delle quote triennali (con focus sul 2026), delle categorie di lavoratori interessate, dei Paesi di provenienza ammessi, e spiega come cittadini stranieri ed eventuali datori di lavoro possono prepararsi e inviare correttamente le domande, evidenziando anche alcuni consigli pratici e corsie preferenziali previste. Tutte le informazioni sono basate sulle fonti ufficiali del Ministero dell’Interno e sulla circolare interministeriale di attuazione.
Quote di Ingresso per il Triennio 2026–2028
Sono complessivamente 497.550 le quote di ingresso autorizzate in Italia per motivi di lavoro nel triennio 2026–2028. Queste sono ripartite in maniera quasi uniforme tra i tre anni, con un leggero incremento annuale. In particolare, le quote totali per ciascun anno sono così fissate (integrazionemigranti.gov.it):
- Anno 2026: 164.850 ingressi complessivi
- Anno 2027: 165.850 ingressi complessivi
- Anno 2028: 166.850 ingressi complessivi
Le quote totali di ogni anno comprendono tre tipologie di ingresso: lavoro subordinato non stagionale, lavoro subordinato stagionale e lavoro autonomo. La tabella seguente riassume la distribuzione per categoria nel 2026 (e a confronto per gli anni successivi):
Le quote totali di ogni anno comprendono tre tipologie di ingresso: lavoro subordinato non stagionale, lavoro subordinato stagionale e lavoro autonomo. La tabella seguente riassume la distribuzione per categoria nel 2026 (e a confronto per gli anni successivi):
| Anno | Lavoro Subordinato non stagionale | Lavoro Autonomo | Lavoro Stagionale | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 2026 | 76.200 quote | 650 quote | 88.000 quote | 164.850 |
| 2027 | 76.200 quote | 650 quote | 89.000 quote | 165.850 |
| 2028 | 76.200 quote | 650 quote | 90.000 quote | 166.850 |
Come si nota, per ciascun anno è autorizzato lo stesso numero di lavoratori non stagionali (76.200) e di autonomi (650), mentre variano leggermente le quote stagionali (in aumento progressivo da 88.000 nel 2026 a 90.000 nel 2028) . Di seguito analizziamo nel dettaglio le categorie e sottocategorie di lavoratori compresi in queste quote.
Categorie di Lavoratori Ammessi
Il decreto distingue principalmente tre categorie di ingresso: lavoratori subordinati non stagionali, lavoratori subordinati stagionali e lavoratori autonomi. Ognuna ha proprie quote e requisiti.
Lavoro Subordinato Non Stagionale
Sono i lavoratori dipendenti destinati a impieghi continuativi nei vari settori produttivi (esclusi i lavori stagionali). Nel 2026 sono autorizzati 76.200 ingressi per lavoro subordinato non stagionale. Questi sono ripartiti in sottocategorie, con alcune quote riservate a specifiche provenienze o condizioni, al fine di gestire in modo equilibrato il fabbisogno di manodopera e favorire l’immigrazione regolare. In particolare, per il 2026 le 76.200 quote non stagionali risultano così suddivise:
- 25.000 posti riservati a cittadini di determinati Paesi che hanno accordi di cooperazione migratoria con l’Italia (vedi elenco Paesi più avanti).
- 18.000 posti riservati a cittadini di eventuali nuovi Paesi con cui entreranno in vigore accordi di cooperazione nel triennio (qualora tali accordi siano attivati durante il 2026–2028).
- 300 posti riservati a rifugiati e apolidi riconosciuti da UNHCR o dalle autorità competenti in Paesi di primo asilo/transito.
- 13.600 posti riservati al settore assistenza familiare (colf e badanti) – vedi sezione dedicata più avanti – per l’anno 2026 (14.000 nel 2027, 14.200 nel 2028). Queste quote per lavoro domestico non sono limitate per nazionalità (aperte a tutte le provenienze).
- 19.300 posti non riservati – ovvero la quota residua aperta genericamente ad altre categorie e Paesi non rientranti nelle riserve di cui sopra, fino al raggiungimento del totale.
I lavoratori non stagionali possono essere impiegati in un ampio ventaglio di settori economici. Il DPCM 2025 ha ampliato i settori ammissibili, includendo: agricoltura, silvicoltura e pesca, industrie alimentari e bevande, industrie tessili e abbigliamento, metalmeccanica e siderurgia, edilizia, commercio (ingrosso e dettaglio), alloggio e ristorazione, servizi turistici, trasporti, logistica e magazzinaggio, servizi alla persona e alle imprese, sanità e assistenza sociale (privata) e altri servizi. In pratica, quasi tutti i principali comparti produttivi sono coperti. Nota: per il settore assistenza familiare (colf/badanti) la disciplina è leggermente diversa, ed è trattata separatamente (vedi oltre).
Lavoro Subordinato Stagionale
Riguarda lavoratori impiegati in attività a carattere stagionale, principalmente nei settori agricoltura e turismo. La programmazione triennale introduce un numero molto elevato di ingressi stagionali: 88.000 per il 2026, 89.000 per il 2027 e 90.000 per il 2028. Queste quote stagionali sono destinate a cittadini di specifici Paesi esteri (elenco dettagliato nel prossimo paragrafo) con cui l’Italia ha accordi di cooperazione, analogamente a quanto previsto per i non stagionali. Inoltre, all’interno delle quote stagionali sono previste riserve particolari:
- Quote per nuovi accordi: all’interno delle cifre sopra indicate, una parte è accantonata per eventuali nuovi Paesi con accordi migratori in corso di definizione. Sono 12.600 posti nel 2026 (12.750 nel 2027, 13.000 nel 2028) riservati a lavoratori stagionali di Paesi che dovessero stipulare accordi con l’Italia durante il triennio.
- Quote pluriennali (precedenza per stagionali già impiegati): il decreto incentiva il ritorno di lavoratori stagionali già venuti in Italia in passato. Per chi ha già lavorato almeno una volta in Italia negli ultimi 5 anni e il cui datore richiede un nulla osta pluriennale, sono riservate 5.000 quote nel 2026 (6.000 nel 2027, 7.000 nel 2028). Ciò significa che un lavoratore stagionale già presente in anni precedenti gode di un diritto di precedenza nell’accesso alle quote, facilitando la concessione di nulla osta triennali che permettono di tornare per più stagioni senza dover rifare la procedura ogni anno.
- Quote tramite associazioni di categoria: una parte significativa dei posti stagionali è prioritariamente riservata se le domande vengono presentate per il tramite di specifiche organizzazioni datoriali maggiormente rappresentative. In particolare, per il settore agricolo fino a 47.000 ingressi nel 2026 (e analogamente 14.000 nel 2027, 15.000 nel 2028) sono riservati alle istanze inoltrate da associazioni come Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Alleanza Cooperative e altre indicate dal decreto. Analogamente, per il settore turistico una quota di 13.000 ingressi nel 2026 (14.000 nel 2027, 15.000 nel 2028) è riservata alle domande presentate tramite le principali associazioni datoriali nazionali del comparto turismo. In pratica, le aziende agricole o turistiche che si avvalgono delle loro associazioni di categoria per inviare le richieste avranno accesso a queste quote dedicate, riducendo la competizione sul click day generale.
Durata del lavoro: i nulla osta stagionali autorizzano un rapporto di lavoro a tempo determinato (fino a 6 o 9 mesi generalmente). Nel caso di nulla osta pluriennale, il lavoratore potrà entrare per più stagioni consecutive senza richiedere ogni anno un nuovo permesso, ma dovrà comunque rispettare i limiti di permanenza temporanea annuale previsti.
Lavoro Autonomo
Le quote per lavoratori autonomi sono molto più limitate: soltanto 650 posti per ciascun anno (2026, 2027, 2028). L’ingresso come lavoratore autonomo è destinato a specifiche categorie di stranieri che intendono avviare attività imprenditoriali o professionali in Italia. In particolare, rientrano in queste quote annuali (suddivise in sottocategorie con numeri ben definiti) figure quali:
- Imprenditori investitori: stranieri che intendono investire almeno 500.000 € in un’attività di interesse per l’economia italiana e creare almeno 3 nuovi posti di lavoro.
- Liberi professionisti che esercitano professioni regolamentate (o vigilate da ordini/collegi) oppure professioni non organizzate in ordini ma rappresentate da associazioni iscritte in appositi elenchi pubblici (che attestino la qualifica dei servizi prestati).
- Titolari di cariche societarie di amministrazione o controllo in società (come previsti dal D.M. 11/05/2011 n.850).
- Artisti di chiara fama o alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, nei limiti e requisiti previsti dalle norme (D.M. 11/05/2011).
- Fondatori di start-up innovative: stranieri che vogliono costituire una startup innovativa (ai sensi della legge 221/2012) ed esserne amministratori o lavoratori autonomi nell’impresa.
- Cittadini di origine italiana (per parte di almeno uno dei genitori, fino al III grado) residenti in Venezuela, nonché rifugiati riconosciuti dall’UNHCR o dalle autorità competenti: a queste due categorie particolari è riservato ogni anno un piccolo numero di quote all’interno del totale degli autonomi (come previsto dal DPCM).
Nota: La somma di tutte le sottocategorie di autonomi sopra elencate corrisponde al totale di 650 per anno. Se una delle sottocategorie non esaurisce le proprie quote, le rimanenti possono essere riutilizzate per altre tipologie di ingresso su decisione ministeriale. L’iter per il lavoro autonomo richiede, oltre al visto, anche la dimostrazione del possesso dei requisiti specifici (es. investimento economico, titoli professionali riconosciuti, nulla osta di competenza per alcune professioni, ecc.).
Principali Paesi di Provenienza Ammessi
Il decreto flussi individua esplicitamente i Paesi di origine i cui cittadini possono beneficiare delle quote di ingresso, soprattutto per quanto riguarda il lavoro subordinato (non stagionale e stagionale). Questa lista riflette le nazionalità con cui l’Italia ha accordi o intese di cooperazione in materia migratoria. I principali Paesi ammessi per lavoratori subordinati (2026) sono i seguenti:
Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Giordania, Guatemala, India, Kirghizistan, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Thailandia, Tunisia, Ucraina e Uzbekistan.
Oltre a questi, sono incluse eventuali altre nazioni con cui dovessero entrare in vigore nuovi accordi di cooperazione nel corso del 2026–2028 (ad esempio Paesi africani o asiatici con cui l’Italia potrebbe stipulare intese migratorie durante il triennio). Le quote riservate a questi nuovi accordi rimarranno tuttavia inutilizzabili fino all’effettiva ratifica degli accordi stessi.
Importante: Per il settore stagionale, solo i cittadini dei Paesi sopra elencati (e di eventuali nuovi accordi) possono presentare domanda. Per il settore non stagionale, la maggior parte delle quote è riservata ai cittadini di tali Paesi prioritari, sebbene vi sia una quota “non riservata” (19.300 nel 2026) aperta anche a candidati di altre nazionalità. Invece, le quote per lavoro domestico (colf e badanti) non hanno limitazioni di nazionalità – quindi un datore di lavoro può richiedere un lavoratore domestico da qualsiasi Paese, fermo restando il rispetto delle procedure e il fatto che rientri nel contingente numerico previsto.
Tempi e Modalità di Presentazione delle Domande
Per gestire in modo ordinato l’invio delle numerosissime domande, il Ministero dell’Interno ha predisposto una fase di pre-compilazione online seguita dai cosiddetti click day scaglionati in date diverse a seconda delle categorie di lavoratori. Di seguito riepiloghiamo il calendario e le modalità:
- Portale di invio: tutte le domande vanno presentate telematicamente tramite il Portale ALI (Applicativo Lavoro Immigrazione) del Ministero dell’Interno – sezione Sportello Unico Immigrazione. È necessario autenticarsi con credenziali SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica) per accedere al portale. Inoltre, il datore di lavoro (o intermediario) deve disporre di un indirizzo di PEC (posta elettronica certificata) registrato in INI-PEC/INAD, che fungerà da domicilio digitale per tutte le comunicazioni ufficiali.
- Precompilazione delle domande: dalle ore 9:00 del 23 ottobre 2025 fino alle ore 20:00 del 7 dicembre 2025 è attiva la fase di pre-compilazione. In questo periodo, i datori di lavoro, le organizzazioni datoriali o i professionisti delegati possono inserire sul portale ALI i dati delle future domande di nulla osta (per qualsiasi categoria di lavoratore) e salvarle come bozza. Il portale è disponibile 7 giorni su 7, 24h/24 durante questa finestra (festivi inclusi). È possibile caricare anche gli allegati richiesti (es. documentazione sull’alloggio, asseverazione) – tali documenti devono essere firmati digitalmente prima dell’upload. NB: Dal 9 al 13 dicembre 2025 il portale verrà riaperto in sola modifica: non si potranno aggiungere nuove domande, ma solo correggere o aggiornare quelle precompilate entro il 7 dicembre.
- Click Day (invio delle domande): le domande precompilate rimangono in stato “da inviare” fino all’apertura delle date di invio ufficiali. L’invio definitivo (invio telematico al SUI – Sportello Unico Immigrazione) potrà essere effettuato a partire dalle ore 9:00 delle seguenti date, distinte per tipologia di richiesta:
- 12 gennaio 2026, ore 9:00: invio domande per lavoro stagionale – settore agricolo (modello C-Stag/Agricoltura).
- 9 febbraio 2026, ore 9:00: invio domande per lavoro stagionale – settore turistico (modello C-Stag/Turismo).
- 16 febbraio 2026, ore 9:00: invio domande per lavoro subordinato non stagionale (settori vari) e relative quote riservate (modello B2020). Questo comprende i lavoratori subordinati non stagionali dei settori ordinari e presumibilmente anche le richieste per lavoro autonomo, che rientrano nell’ambito dello stesso DPCM.
- 18 febbraio 2026, ore 9:00: invio domande per lavoro subordinato – settore assistenza familiare (colf e badanti, modello A-bis)
Nota: Tutte le domande (di qualsiasi categoria) possono essere inviate fino al 31 dicembre 2026 per l’annualità 2026, compatibilmente con la disponibilità di quote. In pratica, dopo il click day la piattaforma rimane aperta fino a fine anno per eventuali richieste tardive, ma solo finché non si esauriscono le quote previste. Considerata la forte richiesta, è fortemente consigliato inviare le pratiche il prima possibile, idealmente nei primi minuti del click day di riferimento, per avere chance concrete di rientrare nelle quote.
Avvisi Pratici per i Datori di Lavoro
L’iter per assumere un lavoratore straniero attraverso il decreto flussi richiede ai datori di lavoro di seguire alcuni passaggi preparatori fondamentali. Di seguito, una lista di consigli pratici e requisiti chiave per farsi trovare pronti al momento dell’invio:
- Verificare il settore e l’attività: Assicurarsi che l’azienda o il tipo di lavoro offerto rientri tra quelli ammessi dal decreto (vedi elenco settori ammessi sopra). In generale, quasi tutti i settori sono coperti, ad eccezione di quelli espressamente esclusi o non menzionati. Per il lavoro domestico di assistenza familiare, non è richiesta appartenenza a uno specifico settore ATECO.
- Richiesta al Centro per l’Impiego (CPI): Prima di presentare una domanda per lavoro subordinato non stagionale (compresi i lavoratori domestici), il datore di lavoro deve effettuare una verifica di indisponibilità di lavoratori già presenti in Italia. In pratica va inviata al CPI competente una richiesta di personale per quella posizione. Se entro 8 giorni il Centro per l’Impiego non comunica alcun nominativo disponibile, oppure se i candidati segnalati non si presentano al colloquio o risultano non idonei, si considera soddisfatto il requisito (esito negativo). Il datore di lavoro dovrà allegare alla domanda di nulla osta un’autocertificazione che attesti queste circostanze (mancata risposta del CPI, rifiuto o non idoneità dei candidati segnalati, ecc.). Questa verifica preventiva non è richiesta per le domande di lavoro stagionale.
- Asseverazione di conformità: È obbligatorio per le domande di ingresso non stagionale allegare un’asseverazione rilasciata da un consulente del lavoro abilitato o da un’associazione di categoria datoriale accreditata. Questo documento certifica la regolarità del contratto di lavoro proposto (rispetto dei CCNL, retribuzione, orario, condizioni alloggiative, ecc.) e la capacità economica del datore di lavoro, contribuendo a prevenire abusi. L’asseverazione va redatta secondo il modello previsto (Allegato 4 alla circolare) e firmata digitalmente prima dell’invio.
- Requisiti di reddito del datore di lavoro: È richiesto un reddito minimo al datore che assume lo straniero, variabile in base al tipo di rapporto:
- Per l’assunzione in ambito aziendale (impresa) o da parte di un lavoratore autonomo, occorre un reddito o fatturato di almeno €30.000 annui (da ultima dichiarazione dei redditi o bilancio).
- Per l’assunzione di colf o badante da parte di una famiglia o persona fisica, occorre un reddito minimo di €20.000 annui se il datore è single, oppure €27.000 annui complessivi se il datore fa parte di un nucleo familiare con più persone conviventi. Eccezione: se il datore di lavoro da assumere come badante è affetto da patologie o disabilità che richiedono assistenza continuativa, non è tenuto a dimostrare alcun minimo reddituale (deve però certificare la propria condizione di non autosufficienza con documentazione medica).
- In tutti i casi, il contratto offerto deve rispettare il CCNL di riferimento e le retribuzioni minime previste per quella categoria. Ad esempio, per i lavoratori domestici conviventi, la paga mensile non può essere inferiore al minimo legale (circa €538,69 mensili per livello BS, anno 2023).
- Registrazione al Portale e uso della PEC: Prima dell’apertura della precompilazione, il datore di lavoro dovrebbe registrarsi sul Portale ALI con SPID/CIE e verificare il funzionamento dell’account. È importante avere pronta una PEC attiva e correttamente registrata (sul registro INI-PEC o INAD) perché tutte le comunicazioni – inclusa la convocazione per firmare il contratto di soggiorno o eventuali richieste di integrazione documentale – arriveranno via PEC.
- Numero massimo di domande per datore: La normativa stabilisce un limite di 3 domande per anno per ciascun datore di lavoro che presenti istanze come utente privato. In altre parole, un singolo datore non può richiedere più di 3 lavoratori (sommando stagionali e non) all’anno con il decreto flussi, se presenta le istanze direttamente. Questo limite è volto a evitare accumuli di quote e candidature speculative. Nota: Tale limite non si applica alle domande presentate per il tramite di intermediari autorizzati (es. associazioni di categoria, patronati, consulenti abilitati). Datori di lavoro con necessità di manodopera più elevata possono dunque rivolgersi a queste organizzazioni, che hanno la facoltà di inviare domande in numero superiore e in alcuni casi dispongono di canali riservati (vedi quote associazioni per stagionali sopra). Ad esempio, la circolare ministeriale include Confartigianato tra le associazioni abilitate all’inoltro delle domande per conto delle aziende.
- Preparare tutti i documenti in anticipo: È fondamentale raccogliere per tempo tutti i documenti necessari: copia del passaporto del lavoratore straniero, eventuali certificati o attestati richiesti (ad esempio titoli professionali se servono per la mansione), documentazione sull’alloggio dove l’immigrato soggiornerà in Italia, la proposta di contratto/lettera di impegno all’assunzione, ecc. Questi documenti vanno poi allegati durante la compilazione online. Assicuratevi che i file siano in formato PDF/A e firmati digitalmente quando richiesto (in particolare, l’asseverazione e la dichiarazione di idoneità alloggiativa).
- Utilizzare la precompilazione e inviare puntualmente: Si raccomanda di sfruttare la finestra di precompilazione (23/10–7/12) per inserire con calma tutti i dati sul portale. In questo modo il giorno del click day basterà un rapido accesso per inviare la domanda già pronta, evitando di dover digitare informazioni all’ultimo momento. È consigliabile effettuare l’accesso qualche minuto prima dell’ora X e prepararsi a cliccare “invia” non appena scatta l’ora indicata (es. le 9:00). Il sistema registra le domande in ordine cronologico di arrivo: a parità di requisiti, quindi, chi invia per primo ottiene la quota. Attenzione: nei minuti immediatamente successivi all’apertura, il portale potrebbe essere rallentato per l’alto traffico; aver pre-caricato tutti i dati riduce i tempi di invio e il rischio di errori o timeout.
- Dopo l’invio – monitoraggio: Dopo aver inviato la domanda, il datore di lavoro riceverà via PEC la conferma di ricezione e un numero di pratica. Da quel momento è possibile seguire lo stato della pratica accedendo all’area riservata del portale ALI. In caso di necessità di integrazioni o documenti mancanti, sarà inviata una comunicazione via PEC; in caso di approvazione, il nulla osta verrà trasmesso sempre via PEC allo SUI competente e al datore. Il lavoratore a quel punto potrà chiedere il visto d’ingresso al consolato italiano nel suo Paese. I nulla osta per lavoro (una volta rilasciati) sono validi 6 mesi: entro tale termine lo straniero deve entrare in Italia e presentarsi allo Sportello Unico per la firma del contratto di soggiorno.
Corsie Preferenziali e Ulteriori Considerazioni
Infine, segnaliamo alcune misure speciali o canali preferenziali collegati al decreto flussi e alla normativa recente:
- Canale fuori quota per assistenti familiari: Come accennato, è stata prorogata fino al 2028 una misura sperimentale che consente l’ingresso extra quota di 10.000 lavoratori l’anno nel settore dell’assistenza ad anziani over 80 o persone con disabilità (integrazionemigranti.gov.it). Si tratta di ingressi che non rientrano nel computo delle quote del decreto flussi e che possono avvenire in qualsiasi momento dell’anno, tramite procedura dedicata presso lo Sportello Unico Immigrazione (senza click day). Questa corsia, introdotta inizialmente nel 2024, permette alle famiglie bisognose di badanti di ottenere più rapidamente manodopera. I lavoratori ammessi in questo canale non consumano le quote del decreto flussi e ottengono un nulla osta fuori quota. Chi intende assumere un assistente familiare per persone ultraottantenni o non autosufficienti dovrebbe informarsi presso il SUI sulle modalità specifiche di questa procedura alternativa.
- Precedenza a lavoratori formati all’estero: In passato, i decreti flussi hanno talvolta riservato quote a stranieri che avessero completato programmi di formazione nel Paese d’origine (ad es. corsi di formazione professionale o tirocini organizzati in collaborazione con enti italiani, ai sensi dell’art. 23 del T.U. Immigrazione). Nel decreto 2026–2028 non sono previste quote dedicate esplicite per questi casi. Ciò nonostante, un lavoratore straniero che abbia partecipato a un progetto formativo sponsorizzato dall’Italia potrebbe avere un interesse aggiuntivo da parte del datore di lavoro (ad esempio per conoscenza della lingua o delle procedure) e può comunque essere assunto nell’ambito delle quote generali previste. Si raccomanda a chi ha tali qualifiche di segnalarlo al futuro datore di lavoro. In assenza di quote riservate, la formazione pregressa non costituisce un diritto di priorità legale, ma può rappresentare un elemento preferenziale in fase di selezione. Nel contesto attuale, la via preferenziale più concreta per chi ha già un legame con l’Italia (oltre al canale fuori quota dei badanti sopra menzionato) rimane la richiesta di nulla osta tramite un datore di lavoro italiano disposto all’assunzione.
- Distribuzione provinciale delle quote: Dopo i click day, il Ministero del Lavoro procederà a ripartire le quote approvate tra le varie Province, in base alle richieste pervenute e al fabbisogno territoriale (confindustriatoscanacentroecosta.it). Se entro circa due mesi alcune province non utilizzano tutte le quote assegnate, tali posti potranno essere riallocati ad altre zone dove c’è lista d’attesa. Ciò avviene per ottimizzare l’uso delle quote a livello nazionale. Per i datori di lavoro, significa che una domanda inizialmente in lista di attesa potrebbe essere accolta successivamente in caso di quote non utilizzate altrove (fino a esaurimento entro fine anno).
- Durata dell’intero processo: Dal click day all’emissione del nulla osta possono trascorrere alcune settimane. Il decreto-legge 146/2025 ha imposto termini più stringenti per le amministrazioni: in generale il nulla osta al lavoro deve essere rilasciato entro 60 giorni dalla domanda (termini più brevi erano previsti in passato, ma spesso non rispettati). In caso di esito positivo, il datore riceverà il nulla osta via PEC e il lavoratore potrà chiedere subito il visto. Novità: il DL 146/2025 ha chiarito che il lavoratore potrà iniziare a lavorare regolarmente non appena entra in Italia anche se il permesso di soggiorno è in corso di rilascio o se sta convertendo un permesso (ad esempio da studio a lavoro) (integrazionemigranti.gov.it). Ciò facilita l’immediato avvio dell’attività lavorativa senza attendere l’intera burocrazia del permesso, una volta ottenuto il nulla osta.
- Consulta di supporto: Data la complessità della procedura, il Ministero dell’Interno e del Lavoro hanno attivato un help desk sul Portale ALI e pubblicato FAQ aggiornate. Inoltre, molti enti di patronato, sindacati e associazioni datoriali offrono assistenza gratuita o a costo contenuto per la compilazione delle domande. Valutate di farvi affiancare da un esperto (consulente del lavoro, avvocato di immigrazione, patronato) soprattutto se è la prima volta che affrontate un decreto flussi – può fare la differenza nel preparare correttamente tutti i documenti e aumentare le chance di successo.
Riferimenti Ufficiali e Link Utili
- Notizia Ministero dell’Interno (16/10/2025): “Decreto flussi 2026–2028: previste 497.550 quote in tre anni, precompilazione domande dal 23 ottobre” – Sito ufficiale integrazionemigranti.gov.itprovincia.pv.it.
- Circolare Interministeriale 16/10/2025 n.8047: Programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari 2026–2028 – Testo ufficiale con indicazioni operativeintegrazionemigranti.gov.itprovincia-di-pavia-api.municipiumapp.it (disponibile su sito interno.gov.it e allegati).
- Portale ALI – Sportello Unico Immigrazione: piattaforma online per la precompilazione e invio delle domande (richiede SPID/CIE)provincia.pv.it – Link: https://portaleservizi.dlci.interno.it
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2/10/2025: pubblicato in G.U. n.240 del 15/10/2025, contiene il testo normativo completo del decreto flussi triennaleintegrazionemigranti.gov.it.
- Decreto-Legge 146/2025 (3/10/2025): “Disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare di lavoratori e migranti…” – introduce novità parallele (limite 3 domande, proroga 10.000 ingressi badanti, ecc.)integrazionemigranti.gov.itintegrazionemigranti.gov.it.
- Approfondimenti Ministero Lavoro/Interno: sezione dedicata ai flussi 2026 sul portale integrazionemigranti.gov.it con news, FAQ e contatti utiliintegrazionemigranti.gov.itintegrazionemigranti.gov.it. In particolare: notizia “Flussi 2026, dal 23 ottobre la precompilazione delle domande”integrazionemigranti.gov.it e “Flussi 2026, pubblicata la circolare con le indicazioni operative”integrazionemigranti.gov.it.
- Contatti per assistenza: Sportello Unico Immigrazione della propria Provincia (presso la Prefettura) e contact center Ministero dell’Interno per il portale ALI. Sul sito del Ministero sono disponibili gli elenchi delle associazioni autorizzate e le guide alla compilazione passo-passo.
Le informazioni sono aggiornate a ottobre 2025. Si raccomanda di consultare i link ufficiali sopra indicati per eventuali ulteriori aggiornamenti o dettagli specifici.
Buona procedura flussi 2026!