Domanda di cittadinanza italiana online 2025: guida completa al Portale ALI

Da qualche anno la cittadinanza italiana non si chiede più in Prefettura con fascicoli di carta e code infinite. Oggi tutto passa attraverso il Portale ALI, un sistema digitale che gestisce ogni fase della domanda, dal caricamento dei documenti fino al decreto finale.

portale ali cittadinanza italiana online 2025
portale ali cittadinanza italiana online 2025

Nel 2025 il Portale ALI continua a essere la piattaforma ufficiale per presentare la domanda di cittadinanza. Negli ultimi mesi molti utenti hanno segnalato difficoltà e errori in fase di compilazione: in questa guida li affrontiamo e li risolviamo.

How to get Italian Citizenship by Descent in 2026
Are you an American, Brazilian, or Australian citizen looking to reclaim your Italian roots? You are not alone. 2026 is shaping up to be a pivotal year for Italian Citizenship by Descent (Jure Sanguinis).

Accedere al portale ALI

Per cominciare basta aprire il sito ufficiale portaleservizi.dlci.interno.it.
Dalla home, la voce “Cittadinanza” porta direttamente alla pagina dedicata.
Chi vive in Italia entra con SPID o Carta d’Identità Elettronica, mentre chi risiede all’estero deve attivare un accesso a due fattori (TOTP) registrandosi in anticipo sul portale.

Una volta effettuato il login, compare una dashboard piuttosto sobria, con la sezione Le mie domande.
Da lì puoi creare la tua prima richiesta: è il punto d’ingresso di tutto.


Compilare la domanda

Appena creata la pratica, il portale ti chiede che tipo di cittadinanza vuoi richiedere.
Seleziona “per residenza” o “per matrimonio”, a seconda del tuo caso, e si apre un modulo digitale diviso in sezioni.
È importante non saltare passaggi e salvare sempre prima di proseguire, perché il sistema non perdona distrazioni.

Nei dati anagrafici usa esattamente la grafia dei tuoi documenti: accenti, maiuscole e ordine dei cognomi devono coincidere con quanto scritto nel passaporto e nel permesso di soggiorno.
Anche il campo della residenza dev’essere aggiornato con precisione: un cambio non registrato può bloccare l’intera procedura.

Il consiglio è di tenere davanti tutti i documenti e di compilare con calma, se necessario anche in più sessioni.
Il portale salva automaticamente e puoi riprendere quando vuoi.

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Se vuoi sapere come interpretare lo stato della tua pratica, abbiamo preparato una guida: come leggere e controllare lo stato della domanda di cittadinanza su ALI

Caricare i documenti

La parte più delicata è l’upload dei file.
Ogni documento va caricato in formato PDF leggibile, con dimensione massima di 5 MB.
Serve una scansione pulita, non una foto scattata col telefono: i file sfocati o tagliati vengono scartati subito.

Il Portale ALI ti guiderà sezione per sezione.
Ti chiederà di allegare il certificato di nascita e quello penale del Paese d’origine, entrambi tradotti in italiano e legalizzati (con Apostille o tramite il Consolato).
Poi i documenti italiani: carta d’identità, permesso di soggiorno, redditi degli ultimi tre anni e certificato linguistico B1.
Infine, la ricevuta del contributo ministeriale da 250 euro, che puoi pagare tramite PagoPA all’interno dello stesso portale.

Quando tutti i file sono caricati correttamente, il sistema mostra una spunta verde accanto a ciascuno di essi.
Controlla bene prima di passare oltre: un PDF mancante o illeggibile può costarti settimane di attesa.


Inviare la domanda

Terminata la compilazione, il portale ti mostra un riepilogo.
Leggilo attentamente, riga per riga. Dopo l’invio non potrai modificare nulla.
Se tutto è corretto, clicca su Invia domanda: il sistema protocolla automaticamente la richiesta e genera una ricevuta in PDF con numero identificativo.
Ti arriva anche una mail di conferma — tienila, perché è la prova ufficiale dell’avvenuta presentazione.

Da questo momento la pratica passa alla Prefettura della tua residenza, che avvia le verifiche.
Se vivi all’estero, se ne occupa il Consolato competente.
Il tuo compito, da qui in poi, è solo controllare periodicamente lo stato di avanzamento accedendo di nuovo al portale.


Dopo l’invio

Nel profilo personale vedrai sempre la sezione Le mie domande.
Ogni pratica ha un indicatore di stato: “Da completare”, “Inviata”, “In istruttoria” o “Conclusa”.
Quando compare “In istruttoria”, significa che la Prefettura ha preso in carico la pratica e sta verificando documenti, redditi e certificati penali.
È la fase più lunga e può durare molti mesi.

I tempi ufficiali sono di circa 24 mesi, ma in realtà superano spesso i 30 o 36 mesi, specialmente nelle province più grandi.
Le Prefetture di Milano, Torino e Brescia restano tra le più lente.
Il portale non invia notifiche automatiche, quindi conviene controllare di tanto in tanto.

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Abbiamo analizzato anche i tempi medi per città e regione per capire dove si accumulano più ritardi.

Errori più comuni nel Portale ALI e come risolverli

Molti utenti trovano difficoltà durante la compilazione della domanda di cittadinanza. Le cause più frequenti includono:

1. Dati anagrafici non riconosciuti
Capita quando il sistema non trova corrispondenza con i registri. Se succede, verificare:

  • correttezza del codice fiscale
  • eventuali cambi di residenza non ancora registrati
  • incongruenze nel comune di nascita o negli atti di stato civile

2. Errori in fase di allegati
ALI spesso rifiuta file per:

  • formato non ammesso (usa PDF sempre)
  • dimensioni oltre i limiti
  • documenti scansionati male o poco leggibili

3. Messaggio "errore generico" durante l’invio della domanda
Succede quando il portale è sovraccarico.
Riprovare nelle fasce 7:00–9:00 o dopo le 22:00.

4. Mancata generazione del riepilogo
Di solito è un problema temporaneo: salvare bozza, uscire e rientrare.


Fonti ufficiali e assistenza

Per chi vuole approfondire o scaricare le istruzioni originali, ecco i riferimenti ufficiali del Ministero dell’Interno:


In sintesi

Il Portale ALI ha sostituito moduli cartacei, timbri e sportelli, ma la logica resta la stessa: ogni documento deve essere corretto e coerente.
Con pazienza e attenzione si può gestire tutto da casa, senza code né appuntamenti.
Un PDF ben preparato, oggi, vale più di dieci telefonate in Prefettura.

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Per approfondire tutto il percorso, qui trovi la Guida pratica completa al Decreto Flussi 2026, utile se il tuo caso riguarda l’ingresso o la regolarizzazione familiare.